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Tagli al prestito alle piccole e medie imprese
Continuano a decelerare i prestiti bancari alle imprese, gli istituti di credito addossano la colpa alle imprese che avrebbero rallentato i programmi di investimento, viceversa le imprese dicono che le banche hanno inasprito le condizioni dell'offerta di denaro in prestito. Il risultato è che le banche concedono prestiti in generale con maggiore cautela rispetto a qualche mese fa, ciò è legato alla preoccupazione per l'evoluzione che prenderà il mercato e per gli effetti che ci saranno sull'economia in seguito alla recessione (in pratica sicuramente molte più aziende falliranno e le banche stanno selezionando a monte quelle che hanno più possibilità di restare a galla dopo la crisi). Diminuiscono gli impieghi e la crescita del settore cresce con ritmo dimezzato rispetto ad un anno fa (10% di crescito del credito nel 2007 e 4,5% nel 2008). Siamo ancora lontani dal temuto credit cruch, ovvero dal corto circuito che determina la chiusura dei rubinetti del credito d'impresa; in questa crisi è assodato che il mercato del credito non sta funzionando come avrebbe dovuto, dall'altro canto la diminuzione degli impieghi si rende necessaria per non aumentare le insolvenze.
Si teme in particolare l'aumento dei tassi nella concessione dei prestitti alle imprese e alle famiglie, in realtà la situazione attuale (Gennaio 2009) è migliore rispetto al momento di puro panico vissuto ad Ottobre, c'è maggiore liquidità a disposizione e questo può dare solo fiducia al sistema.
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